Sostituzione protesi mammaria

Negli ultimi anni, uno degli interventi di Chirurgia Plastica più richiesto è la sostituzione delle protesi mammarie, attraverso una procedura chirurgica definita mastoplastica secondaria.

Sostituzione protesi mammaria

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Sostituzione protesi mammaria

Negli ultimi anni, uno degli interventi di Chirurgia Plastica più richiesto è la sostituzione delle protesi mammarie, attraverso una procedura chirurgica definita mastoplastica secondaria. L’intervento può riguardare la rimozione della capsula protesica in caso di contrattura capsulare, il riposizionamento dei tessuti, la correzione di difetti che il precedente intervento non ha corretto o di imperfezioni che sono sopraggiunte negli anni a seguire dopo il primo impianto.

L’INTERVENTO

La sostituzione di protesi al seno non comporta particolari difficoltà, tranne nel caso in cui sia necessario rimuovere un impianto protesico mammario danneggiato e modificarne l’inserimento.

La sostituzione di protesi al seno è un intervento molto simile alla mastoplastica additiva: si provvederà ad accedere alla tasca mammaria, si rimuoverà la vecchia protesi e si inserirà quella nuova.

Si tratta, quindi, di un intervento poco invasivo, che solo nei casi in cui la ghiandola mammaria si sia notevolmente abbassata, necessiterà di una mastopessi per risollevare e rimodellare la forma e il volume del seno.

IL POST OPERATORIO

Dopo la procedura sarà necessario indossare un reggiseno contenitivo per circa 3 mesi. Lividi e dolore nella zona del seno sono normali, e quest’ultimo può essere risolto tramite l’assunzione di antidolorifici. La guarigione è graduale e si può tornare al lavoro entro due settimane circa (ovviamente a seconda del tipo di lavoro svolto). Inoltre, bisogna evitare di sollevare pesi o fare attività fisica vigorosa per 6 settimane.




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